Il cervello e il corpo umano non sono entità separate e non vanno considerate come tali: l’essere umano è un sistema complesso, un sistema interconnesso cervello e corpo che lavorano in maniera sinergica e integrata. Ogni parte - essendo collegata - stimola e influenza l’altra. La struttura del cervello, le sue reti neurali, i differenti stili di pensiero e ragionamento caratterizzano i singoli soggetti nel loro modo di essere, di fare e di analizzare. Ognuno di noi ha un proprio cervello che lavora in maniera differente: imporre un modo di lavorare specifico ad un cervello, rischia di limitarlo. Le moderne neuroscienze hanno mappato le diverse connessioni neuronali che differenziano gli individui in base all’età, al sesso alla nascita, in base all’area geografica in cui il soggetto è nato e cresciuto e la cultura di appartenenza, alla luce del fatto che anche l’ambiente esterno svolge un ruolo fondamentale nel plasmare le reti neuronali e il modo di pensare e/o reagire ai vari stimoli.
Per massimizzare l’utilizzo del cervello e integrare diversi modi di pensare e stili di pensiero è necessario considerare tutti questi aspetti. Per questo motivo è necessario prevedere un approccio che consideri il corpo a 360 gradi tenendo in considerazione le differenze individuali.
È necessario utilizzare un approccio personalizzato e specifico basato sul sesso biologico alla nascita, in quanto il corpo, gli organi e il cervello di uomini e donne sono fisiologicamente differenti e per avere dei risultati queste differenze vanno valorizzate e sfruttate nel modo corretto. Comprendere le differenze bio-fisiologiche fra i due sessi consente di capire approfonditamente fattori come capacità cognitive, risposte fisio-neuronali e risposte cognitive.
Anche l’età anagrafica è un fattore da tenere in considerazione, in quanto individui dai 18 ai 30 anni hanno un cervello fisiologicamente differente nella creazione di pensieri e nelle connessioni neuronali. Queste differenze vanno attentamente valutate e tenute in considerazione per intervenire nel modo corretto e ottenere un reale ed efficace aumento delle capacità cognitive e/o fisiche.
Anche l’apprendimento della lingua madre, il luogo geografico dove l’individuo ha vissuto nei primi anni di vita e la cultura di appartenenza influenzano la costruzione e la modulazione dei circuiti neurali, portando gli individui ad avere schemi cerebrali e modalità di connessioni neuronali che sono differenti.
Queste differenze vanno considerate nell’ottica di personalizzare il più possibile l’intervento, anche fisiologico, per permettere di ottenere un risultato reale.